Premessa
Le espressioni “occhi come un falco” o “occhi d’aquila” vengono utilizzate nel gergo comune in relazione alle persone dotate di una vista brillante e acuta.
Questi modi di dire prendono spunto dalla straordinaria capacità visiva tipica dei rapaci, come l’aquila e il falco. Non a caso, nell’ambito del tennis (in particolare dei tornei più famosi, come del Grande Slam, il Roland Garros e Wimbledon), lo strumento elettronico utilizzato per stabilire con estrema precisione la posizione della pallina da tennis rispetto alle righe del campo di gioco (Fig. 1.a) prende il nome di Hawk-Eye “occhio di falco”, associando evidentemente la precisione di tale sensore ottico alla nota capacità del falco di individuare e distinguere un oggetto a grande distanza (Fig. 1.b).
- Fig. 1a. La precisione con cui Hawk-Eye “occhio di falco” è in grado di individuare la posizione della pallina rispetto la riga.
- Fig. 1b. Illustrazione per Occhiocapolavoro – Gli occhi dei rapaci e il “binocolo integrato” by @alexhunter88
La visione dei rapaci: occhi molto grandi e ampio campo visivo
L’occhio di questi uccelli è una struttura anatomica di grandi dimensioni – sia in scala relativa, sia assoluta – ed occupa una parte assai preponderante della loro massa cranica (Fig. 2). Oltre alla capacità di eseguire rapidi movimenti oculari, i rapaci sono anche in grado di ruotare il capo quando vogliono mutare la direzione dello sguardo, con un’escursione del capo anche di 270°. Tale caratteristica assicura un campo visivo assai ampio, tale da ricomprendere anche le parti di orizzonte poste dietro al loro corpo. (Mitkus M. Potier S. Martin G, et al. Raptor Vision. Invited Review in Oxford Research Encyclopedia of Neuroscience, 2018).

Fig. 2. Gli occhi di un falco insieme al becco sono preponderanti rispetto la massa cranica.
Un occhio bionico:
In estrema sintesi, come vediamo nella Fig. 3, possiamo dire che l’anatomia dell’occhio di un rapace presenta:
- una forma molto più allungata (paragonabile ad un cannocchiale) rispetto all’occhio umano;
- una cornea di dimensioni molto ampie che lascia passare all’interno dell’occhio quanta più luce possibile;
- l’iride con capacità di dilatazione molto accentuata, soprattutto nelle ore notturne;
- il cristallino molto grande e di forma rotonda;
- a differenza degli occhi umani, una retina caratterizzata da un’area centrale retinica (fovea) con un’altissima densità di fotorecettori (e precisamente di sei diversi tipi: bastoncelli, attivi in condizioni di scarsa illuminazione, doppi coni che controllano la discriminazione acromatica e quattro tipi di coni singoli che mediano la visione dei colori). In alcune specie sono state individuate addirittura due fovee: una fovea centrale profonda ed una fovea temporale meno profonda, e conseguentemente un’area centrale retinica con due diverse funzioni: la prima che si concentra sui dettagli, l’altra su un oggetto più lontano (Mitkus, P. Olsson, M.B.Toomey et al. Specialized photoreceptor composition in the raptor fovea. J. Comp. Neurol. 525: 2152-2163, 2017).

Fig. 3. Disegno anatomico: a sinistra l’occhio di un rapace; a destra l’occhio dell’uomo.






