Cyberstalking.
Le cattive abitudine non si perdono, neppure nel mondo online. Anzi, si evolvono, fino ad assumere la forma di reati 2.0.
Eh sì, perché non solo la volontà di danneggiare gli altri non si ferma davanti a uno schermo, ma pare quasi “alimentata” dalla presenza dello schermo stesso. L’erroneo binomio virtuale-irreale e il fatto di non “metterci la faccia” sembra proprio che induca molti insospettabili a rendersi responsabili di un illecito. E se prima spiare e contestare il “vicino” richiedeva un impegno “fisico”, oggi basta un click.

Brevi riflessioni sullo stalking online (@alexhunter88)