tramonto sul mare

Bagliore in spiaggia: come proteggere la vista dei raggi UV e godersi il sole in sicurezza

Chiudi gli occhi e immagina una spiaggia: sole splendente, mare cristallino e sabbia dorata. Certamente una visione paradisiaca. Tuttavia, dietro tanta bellezza si nasconde un’insidia per la nostra salute visiva: il bagliore (Fig. 1). Si tratta di quell’effetto accecante che interferisce con la visione, pregiudicandola. In ambienti marini o costieri, la combinazione di acqua e sabbia amplifica ulteriormente il riflesso della luce solare.

Fotografia di una spiaggia al tramonto: il sole basso sull’orizzonte riflette sul mare calmo e sulla sabbia umida, creando un bagliore dorato. Il cielo è sfumato di arancio, giallo e blu con leggere nuvole. L’immagine è usata per illustrare il fenomeno del bagliore solare in ambienti marini, evidenziando la bellezza del paesaggio e, al tempo stesso, il rischio invisibile per la salute visiva causato dalla riflessione dei raggi UV.

Fig. 1. Bagliore del sole sul mare. Pixabay.

In particolare, il mare agisce come uno specchio liquido che riflette i raggi UV direttamente verso gli occhi; i granelli di sabbia, chiari e riflettenti, contribuiscono a diffondere la luce in più direzioni (I colori della natura: il cielo e il mare). Questo doppio riflesso rende la spiaggia uno dei luoghi dove il bagliore è più forte e potenzialmente dannoso, anche in giornate apparentemente non troppo soleggiate. Il bagliore mette a dura prova gli occhi, potendo provocare affaticamento oculare, disagio e quindi, nel tempo, possibili danni alla vista. Proteggersi diventa fondamentale per godersi il sole in sicurezza.

Bagliore e raggi UV: un rischio invisibile per gli occhi e i conseguenti effetti sulla vista

Quotidianamente i nostri occhi sono esposti a radiazioni luminose. Tra queste ce ne sono alcune che possono seriamente danneggiare le strutture oculari: i raggi ultravioletti (David Turbert. The Sun, UV Light and Your Eyes. American Academy of Ophthalmology, for Public & Patients, 2024). Benché i tessuti oculari svolgano una funzione protettiva contro le radiazioni nocive nei confronti della retina, l’esposizione prolungata ai raggi UV e, quindi, al bagliore può provocare sintomi fastidiosi e danni più gravi:

  • affaticamento visivo: gli occhi si sforzano per mettere a fuoco e contrastare la luce intensa, causando stanchezza, bruciore, lacrimazione oculare e difficoltà a mantenere la visione nitida;
  • fotofobia e fotocheratite: infiammazione della cornea, simile a una scottatura solare, che può causare dolore, lacrimazione, sensibilità alla luce e visione offuscata;
  • congiuntivite: infiammazione della congiuntiva, che può causare arrossamento, lacrimazione e sensazione di corpo estraneo nell’occhio;
  • cataratta: a lungo andare, l’esposizione ai raggi UV può causare l’opacizzazione del cristallino, che porta ad una visione offuscata e alla perdita progressiva della vista;
  • degenerazione maculare: tra gli effetti a lungo termine, ci sono anche possibili danni alla retina, con conseguente perdita della vista nella parte centrale del campo visivo;
  • pinguecula e pterigio: sono ispessimenti della congiuntiva, che possono portare a infiammazione cronica. Lo pterigio può estendersi oltre la cornea e colpire la vista, man mano che cresce e si allarga;
  • retinopatia solare: danni alla retina causati da un’eccessiva esposizione alla luce solare intensa.

Non dimentichiamo che i raggi ultravioletti sono inoltre responsabili di cefalee, soprattutto nei soggetti che soffrono di emicrania, e dell’invecchiamento precoce dell’occhio e della pelle del contorno occhi. (Paulina Łatka, Dominika Nowakowska, Katarzyna Nowomiejska, Robert Rejdak, Adverse effect of UV radiation on eyes. Ophthalmology Journal, 2018).

Sole, sabbia e mare: quando il bagliore diventa un nemico per la vista

Come abbiamo anticipato, al mare il riverbero è amplificato a causa della “capacità” riflettente dell’acqua e della sabbia. Il mare può riflettere fino al 20% della luce solare. Quando il sole è basso all’orizzonte, il riflesso può diventare abbagliante, rendendo addirittura difficile guardare il paesaggio anche in lontananza. La sabbia, invece, riflette fino al 15-25% della luce, peraltro in più direzioni, creando un bagliore costante, che colpisce l’occhio da più angolazioni, anche in giornate apparentemente meno luminose (Guang-Cong Liu, Fang Wang, Yan-Yan Gao, Zheng Yang, Li-Wen Hu, Qian Gao, Jun-Chol Ri, Yang Liu, The enhancement of biological ocular UV radiation on beaches compared to the radiation on grass, 2014).

Il rischio per la salute oculare è concreto. Ecco, quindi, che diventa fondamentale proteggere gli occhi attraverso l’utilizzo di dispositivi, quali occhiali da sole dotati di filtri UV e cappelli a visiera o a tesa larga, che forniscono ombra diretta e riducono l’esposizione. Inoltre, può essere utile di tanto in tanto fare qualche pausa all’ombra per riposare gli occhi in ambienti meno luminosi, utilizzare lacrime artificiali per mantenere gli occhi idratati, soprattutto in giornate secche e ventose, e limitare l’utilizzo di schermi, che amplificano la stanchezza visiva causata dal riflesso ambientale.

Si tratta di facili accorgimenti che migliorano il comfort visivo, ma soprattutto aiutano a prevenire disturbi seri legati all’esposizione ai raggi ultravioletti.

Gli occhiali da sole: come scegliere quelli giusti

Tutelare la propria vista in estate inizia da una scelta consapevole degli occhiali da sole (Fig. 2). Attenzione, però, perché non tutti garantiscono una protezione efficace! Devono avere il marchio CE, cioè devono essere conformi alle norme europee, ed essere dotati di filtro UV, necessario per schermare i raggi ultravioletti. Anche il colore della lente indica un diverso grado di protezione.

Fotografia di un paio di occhiali da sole stile aviator con lenti arancioni, appoggiati sulla sabbia di una spiaggia al tramonto. Il sole basso si riflette sulle lenti, creando un bagliore caldo e dorato. L’immagine è usata per illustrare l’importanza degli occhiali da sole come strumento di protezione visiva contro i raggi UV e il bagliore solare, in linea con i consigli pratici forniti nell’articolo.

Fig. 2. Occhiali da sole. Pixabay.

Ad esempio:

  • le lenti gialle filtrano senza oscurare troppo il paesaggio. Sono consigliabili solo per giornate poco soleggiate;
  • quelle grigie e verdi assicurano un ottimo riparo dalla luce intensa;
  • le lenti blu filtrano solo le radiazioni infrarosse. Non risultano adatte per protezione UV, quindi sono sconsigliate.

Per quanto riguarda la montatura, al di là di un semplice gusto estetico, occorre che sia funzionale: è bene evitare lenti scure e piccole, che fanno passare troppa luce, ed è preferibile che le stanghette siano sottili per non ostacolare il campo visivo (Occhiali da sole: perché indossarli e come sceglierli).

Gli occhiali da sole sono ancora più importanti per i bambini. Fino ai 7-8 anni gli occhi sono in fase di sviluppo e, pertanto, risultano più vulnerabili all’azione dei raggi solari. È consigliato scegliere montature resistenti, realizzate con materiali che non causano allergie, e lenti di alta qualità, in grado di assicurare una protezione dai raggi UV al 100%. Se è presente un difetto visivo, è meglio optare per lenti marroni nel caso di miopia, verdi per l’ipermetropia e grigie, o comunque neutre, per non alterare la visione dei colori. Inoltre, è buona norma evitare l’esposizione al sole durante le ore centrali della giornata, utilizzare cappellini con visiera e munirsi di appositi parasole ed ombrellini (Bambini e occhiali da sole).

Luce solare: tra stress visivo e benessere psicologico

Se da un lato la luce solare in alcuni contesti, come il mare e la spiaggia, può causare stress visivo a causa del bagliore riflesso da acqua e sabbia, dall’altro è una risorsa preziosa per il nostro equilibrio psicofisico (Fig. 3). Garantisce la nostra sopravvivenza e gioca un ruolo cruciale per il benessere psicologico. Stimola la produzione di serotonina, migliora l’umore, regola il sonno e favorisce la sintesi della vitamina D, essenziale, oltre che per la salute ossea, per contrastare sintomi legati all’ansia e alla depressione. Quando ci esponiamo alla luce del sole, soprattutto nelle ore mattutine, il nostro cervello attiva processi che aumentano i livelli di energia, la concentrazione e la produttività, con un conseguente miglioramento del benessere in generale. (Lambert, G. W., Reid, C., Kaye, D. M., Jennings, G. L., & Esler, M. D. (2002). Effect of sunlight and season on serotonin turnover in the brain. The Lancet, 2002).

Due mani unite a coppa contro un cielo azzurro, con il sole che brilla attraverso lo spazio tra le dita, generando raggi luminosi e riflessi. L’immagine è usata per rappresentare visivamente il concetto di luce solare come fonte di energia e benessere psicofisico, in linea con la sezione dell’articolo che esplora gli effetti positivi del sole sull’umore, la concentrazione e la salute generale, pur sottolineando l’importanza della protezione visiva.

Fig. 3. I raggi solari sono importanti per il benessere psicofisico.

Il sole è dunque un valido alleato dell’equilibrio emotivo e mentale, regalandoci momenti di serenità. Tuttavia, è fondamentale proteggersi dai raggi ultravioletti e dal bagliore, per evitare di andare incontro a possibili danni fisici, soprattutto in spiaggia. Il mare scintillante e la sabbia dorata sono elementi che rendono questo ambiente un luogo affascinante e rilassante, facendo però passare inosservata l’eccessiva esposizione alle radiazioni, con il rischio di compromettere la salute visiva. La prossima volta che quindi andrai in spiaggia, ricordati che proteggere gli occhi è importante tanto quanto mettere la crema solare. Un gesto semplice, che fa la differenza.

“Ci sono due tipi di luce: la luce che illumina, e il bagliore che oscura”.

(James Thurber)

Veronica Elia